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Autocertificazioni anche nei rapporti tra privati

Ampliate le possibilità d’uso per i cittadini

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Ultimo aggiornamento:

lunedì 30 agosto, 2021

Da settembre 2020 anche i soggetti privati, come banche, assicurazioni, notai, avvocati, agenzie di servizi, ecc … sono tenuti ad accettare la dichiarazione sostitutiva di certificazione, meglio conosciuta come autocertificazione. L’art. 30-bis del D.L. n. 76/2020, convertito con L. n. 120/2020, noto come Decreto Semplificazioni, ha infatti introdotto una significativa innovazione in materia di autocertificazione, rendendola valida, non più soltanto nei rapporti tra cittadino e pubbliche amministrazioni o gestori di pubblici servizi, ma anche nei rapporti tra privati, senza alcuna distinzione.
L’utilizzo dell’autocertificazione, oltre a rispondere ad esigenze di semplificazione amministrativa e a consentire una sostanziale riduzione dei tempi di attesa per ottenere prestazioni e servizi, sia da parte di Enti pubblici che di soggetti privati, evita al cittadino il pagamento dell’imposta da bollo (oggi di 16 euro), se dovuta in quanto autocertificazione è sempre esente.

A chi si rivolge

Ai sensi dell’art.24 DPR n.445/2000 si possono autocertificare:

  • Dati anagrafici e di stato civile: data e luogo di nascita, residenza (anche storica), cittadinanza, stato
    civile e stato libero, stato di famiglia (comprese le relazioni di parentela);
  • Titoli di studio, qualifiche professionali e iscrizioni ad albi professionali;
  • Situazione reddituale ed economica, regime patrimoniale, in base all’atto di matrimonio, numero di
    codice fiscale e/o partita IVA;
  • Situazione giuridica (godimento diritti civili, godimento diritti politici).

Ulteriori informazioni

Confermato

Non c’è più la necessità per il cittadino di richiedere certificati anagrafici o di stato civile, fermo restando che gli stessi possono comunque essere ancora richiesti e prodotti ma solo verso i privati, previo pagamento dell’imposta di bollo se richiesto.
Quindi, mentre le pubbliche amministrazioni e i gestori di pubblici servizi non possono né richiedere certificazioni né accettare quelle prodotte spontaneamente dal cittadino, i privati non possono più richiedere certificazioni, ma hanno ancora facoltà di accettare quelle spontaneamente prodotte dal cittadino.

Ultimo aggiornamento

30/08/2021